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L’Inter trionfa in casa del Bayern: analisi completa del 2-1 con il gol decisivo di Frattesi e le implicazioni per la Champions League

Nel contesto della fase a eliminazione diretta della UEFA Champions League, la sfida tra Bayern Monaco e Inter Milano ha offerto uno spettacolo emozionante e ricco di colpi di scena. Il match del primo turno dei quarti di finale, disputato nell’imponente Allianz Arena, ha visto il Bayern cercare invano di riconquistare il trofeo europeo, mentre l’Inter, guidata dalla sua grinta e solidità tattica, è riuscita a imporsi per 2-1, regalando così ai nerazzurri un vantaggio fondamentale per l’andata. In questo articolo analizzeremo in dettaglio ogni aspetto della partita, ripercorrendo le giocate chiave, le decisioni tattiche e le prestazioni individuali che hanno caratterizzato questo incontro memorabile.


Contesto e importanza del match

La partita, giocata in una serata fredda di aprile 2025, rappresentava un banco di prova cruciale per entrambe le squadre. Per il Bayern Monaco, una delle realtà più titolate e rispettate d’Europa, la sfida era fondamentale per mantenere in vita la corsa alla Champions League. Il club bavarese, infatti, si trovava in una fase di ricostruzione dopo alcune prestazioni altalenanti e aveva bisogno di un risultato positivo in casa per dare fiducia alla squadra e riprendere il cammino verso il trofeo.

Dall’altra parte, l’Inter Milano, sotto la guida dell’esperto tecnico Simone Inzaghi, aveva dimostrato di essere in grado di affrontare le grandi sfide. Con una difesa impenetrabile e un attacco efficace, i nerazzurri avevano costruito una reputazione solida in Europa. La partita contro il Bayern rappresentava l’opportunità di confermare il proprio valore e di guadagnare un vantaggio strategico fondamentale prima della sfida di ritorno a San Siro.


Le formazioni e le decisioni tattiche

Una delle decisioni più discusse prima dell’inizio del match riguardava la formazione del Bayern Monaco. Nonostante l’assenza infortunata di Jamal Musiala, il tecnico Vincent Kompany scelse di escludere Thomas Müller dalla formazione titolare, una scelta che avrebbe suscitato non poche polemiche. Al posto di Müller, che ha sempre rappresentato un punto fermo nell’attacco del Bayern, fu schierato il terzino sinistro Raphaël Guerreiro in un ruolo di centrocampista offensivo. L’intento era quello di dare più energia e dinamismo alla manovra offensiva, cercando di sfruttare la velocità e la mobilità del giocatore portoghese.

L’Inter, dal canto suo, schierò una formazione equilibrata e compatta, con un’attenzione particolare alla solidità difensiva. Alessandro Bastoni, recuperato da una lieve contusione al ginocchio, ha avuto un ruolo fondamentale nel mantenere la linea difensiva intatta, mentre la squadra ha cercato di impostare il gioco in fase di costruzione, cercando di sfruttare le transizioni veloci. La scelta di Inzaghi di puntare su un pressing alto nei momenti chiave e di difendersi in maniera ordinata è stata determinante per neutralizzare le forze offensive del Bayern, notoriamente pericoloso nei momenti di contropiede.


La prima frazione: dinamiche e opportunità mancate

Il match si è aperto con entrambe le squadre intenzionate a prendere il controllo del gioco. Già nei primi minuti, il Bayern ha mostrato segni di pressione offensiva. A soli sei minuti, Michael Olise, con il suo talento francese, ha messo in evidenza la capacità dei bavariani di creare pericoli. Il suo tiro basso, pur essendo deviato fuori, ha mostrato l’intenzione di forzare la difesa nerazzurra sin dall’inizio.

Successivamente, il corner consegnato da Joshua Kimmich ha quasi fruttato il primo gol per il Bayern, poiché il cross ha raggiunto Yann Sommer, il portiere di Inter, la cui prontezza ha evitato un’apertura del punteggio. Nel frattempo, il nome di Harry Kane è emerso come uno dei protagonisti della fase offensiva del Bayern. Il suo movimento all’interno dell’area e il tentativo di colpire di testa la palla sono stati notati, ma il suo colpo, nonostante la potenzialità, si è concluso in maniera poco incisiva: il tiro era deviante e non riuscì a superare la prontezza difensiva di Sommer, che nei primi scambi si è dimostrato il portiere più attivo.

Un altro momento chiave del primo tempo si è verificato a 26 minuti, quando la sinergia tra le due forze creative del Bayern sembrava destinata a dare il vantaggio ai tedeschi. Dopo un’errata gestione difensiva da parte degli avversari, Olise ha sfruttato lo spazio e ha passato la palla a Harry Kane. Tuttavia, il bomber inglese, non riuscendo a centrare il bersaglio e colpendo il palo, ha lasciato la porta ancora intatta. Questo episodio ha evidenziato la capacità del Bayern di creare occasioni, pur dimostrando alcune mancanze nella fase conclusiva.

Parallelamente, l’Inter ha avuto poche occasioni chiare nella prima metà. Una di queste si è presentata a circa 30 minuti, quando Carlos Augusto ha tentato di sfruttare la fascia sinistra, avanzando velocemente lungo l’ala. Purtroppo, la sua conclusione non è stata all’altezza delle aspettative, con un tiro che ha finito per finire fuori di poco, lasciando insoddisfatta la sua squadra. Questi episodi hanno sottolineato come, nonostante la solidità difensiva e il possesso palla intorno al 60% per il Bayern, le occasioni da gol siano state ben poche e spesso sprecate.


Il gol dell’Inter: la magia di Lautaro Martínez

La svolta del match è arrivata nel primo tempo, con il gol firmato da Lautaro Martínez. A 38 minuti, una giocata corale dell’Inter ha preso forma grazie a una rapida successione di passaggi ben orchestrati. Dopo un’azione di grande intelligenza tattica, Marcus Thuram ha inviato un cross perfetto nell’area, trovando Lautaro Martínez libero. Con un tocco di classe e precisione, il centravanti argentino ha chiuso la manovra con un tiro al volo, destinando il pallone all’angolo della porta e regalando ai nerazzurri il vantaggio.

Questo gol ha rappresentato non solo il risultato sul tabellino, ma anche un simbolo della capacità dell’Inter di sfruttare le proprie occasioni nonostante la forte pressione del Bayern. La reazione del pubblico e l’entusiasmo nei corridoi degli spogliatoi hanno confermato quanto fosse importante quell’azione. Lautaro Martínez, con la sua innata capacità di trovare lo spazio e di finalizzare al meglio, si è confermato come uno dei principali artigli dell’attacco nerazzurro, capace di cambiare le sorti di una partita in pochi istanti.


La ripartenza del Bayern e l’ingresso di Thomas Müller

Dopo il gol di apertura, il Bayern non si è lasciato scoraggiare e ha intensificato la pressione nella ripartenza del secondo tempo. Nonostante le ottime fasi offensive e il possesso palla elevato, la squadra tedesca ha faticato a concretizzare le sue numerose occasioni. I tifosi del Bayern, abituati a una forte presenza in campo, hanno potuto notare come la squadra produca almeno 20 tiri durante l’intero incontro, ma pochi sono riusciti a tradursi in un gol.

Il cambio più discusso della serata è stato quello che ha visto l’ingresso di Thomas Müller a rimpinguare la mancanza di esperienza offensiva nella formazione titolare. La decisione di Vincent Kompany di non schierare Müller fin dall’inizio ha creato non poche polemiche, soprattutto perché il 35enne tedesco è noto per il suo intuito da "raumdeuter" (lett. "lettore di spazi") e la sua capacità di trovare soluzioni creative in fase d’attacco. Dopo circa 20 minuti di attesa, Müller è entrato in campo, e non ci è voluto molto prima che la sua presenza venisse notata: a 85 minuti, il suo intervento ha portato al pareggio per il Bayern.

Dopo aver ricevuto un assist preciso da Konrad Laimer, Müller ha sfruttato una breve finestra di spazio e ha mandato il pallone in rete con un tocco magistrale sul fondo della porta. Questo gol, segnato dopo una prestazione in apparenza in ombra, ha portato il punteggio sul 1-1, facendo pensare a una possibile rimonta per i tedeschi nel prosieguo dell’incontro. Tuttavia, il gol di Müller, seppur importante, non è bastato a capovolgere l’equilibrio della partita.


Il colpo di scena finale: Frattesi decide il match

Mentre sembrava che il pareggio potesse essere l’esito definitivo dell’incontro, il destino ha riservato un ulteriore colpo di scena. A soli tre minuti dal fischio finale, l’Inter ha colto un’ultima opportunità in contropiede. In una rapida azione su tutta la fascia sinistra, il giocatore Carlos Augusto ha effettuato un cross preciso in area, trovando Davide Frattesi, che era posizionato perfettamente per capitalizzare l’occasione.

Con un gesto risoluto e una freddezza sorprendente, Frattesi ha imbucato il pallone, decretando il 2-1 finale per l’Inter. Questo gol non solo ha dato ai nerazzurri un vantaggio prezioso nell’andata dei quarti di finale, ma ha anche messo in luce la capacità della squadra di reagire nei momenti critici, dimostrando un’efficienza tattica e un senso di determinazione ammirevole.

Il gol decisivo ha suscitato un tripudio di gioia tra i tifosi presenti e ha consacrato l’Inter come una squadra capace di ribaltare le sorti del match, anche contro avversari di altissimo livello come il Bayern Monaco.


Analisi tattica: il possesso e la gestione degli spazi

Uno degli aspetti più interessanti della partita è stato il contrasto tra le filosofie di gioco delle due squadre. Il Bayern, noto per il suo possesso palla elevato – che in questa partita si aggirava attorno al 60% – ha dominato la fase di costruzione, cercando di imporre il proprio ritmo sul campo. Tuttavia, la capacità di creare occasioni da gol efficaci è stata messa in crisi dalla solidità difensiva dell’Inter e dalla freddezza degli avversari nel finalizzare le azioni.

L’Inter, pur avendo registrato meno possesso palla, ha dimostrato un’efficacia straordinaria nel gestire gli spazi e nel difendersi in maniera compatta. La squadra milanese ha saputo ritirarsi ordinatamente, costringendo il Bayern a lavorare duramente per ogni centimetro di spazio. Questa tattica di "park the bus" (ossia difendersi profondamente) non è mai stata un ostacolo per il club nerazzurro, che ha dimostrato di essere in grado di attaccare in contropiede con rapidità e precisione.

La scelta tattica di Inzaghi di far giocare l’Inter in modo compatto ma dinamico ha permesso ai nerazzurri di non dare spazio ai giocatori offensivi del Bayern, riducendo al minimo le opportunità per avviare azioni pericolose. Allo stesso tempo, la squadra ha saputo sfruttare le transizioni veloci, trasformando ogni occasione in un’opportunità per sorprendere la difesa avversaria, come dimostrato dal gol di Lautaro Martínez e dal colpo finale di Davide Frattesi.


Le prestazioni individuali: protagonisti e delusioni

Lautaro Martínez:
Il centravanti argentino è stato il protagonista indiscusso del primo tempo, segnando un gol che ha aperto le marcature per l’Inter. La sua capacità di muoversi senza palla e di trovare spazi nella difesa bavarese ha reso evidente il suo ruolo fondamentale nel sistema offensivo nerazzurro. Il gol al 38° minuto, realizzato con un tocco preciso e una freddezza imperturbabile, è il simbolo della sua abilità nel finalizzare azioni corali.

Davide Frattesi:
Il gol decisivo dell’Inter, segnato a 88 minuti, ha consacrato Frattesi come l’eroe della serata. La sua prontezza e il tempismo perfetto in un contropiede rapido sono stati determinanti per dare all’Inter il vantaggio che dovranno difendere nella sfida di ritorno. Frattesi ha dimostrato di avere la mentalità e la capacità di emergere nei momenti più critici, guadagnandosi il plauso non solo dei tifosi, ma anche degli addetti ai lavori.

Thomas Müller:
Nonostante l’ingresso tardivo, Müller è riuscito a lasciare il segno segnando il gol del pareggio per il Bayern. La sua capacità di interpretare lo spazio e di trovare soluzioni creative in situazioni complesse è da sempre uno dei suoi punti di forza. Tuttavia, la decisione di non schierarlo in titolare ha sollevato dubbi tra i tifosi e gli esperti, che si chiedono se la sua esperienza e il suo carisma avrebbero potuto fare la differenza sin dall’inizio del match.

Harry Kane:
Il bomber inglese, noto per la sua capacità di segnare da posizioni difficili, ha avuto una serata deludente. Nonostante le aspettative, Kane non è riuscito a trovare il bersaglio, mancando un’occasione chiave quando aveva la possibilità di sbloccare il vantaggio per il Bayern. La sua prestazione è stata caratterizzata da una certa freddezza e da errori che hanno pesato sull’andamento della partita, sottolineando come anche i giocatori di alto livello possano avere serate meno brillanti.

Raphaël Guerreiro:
La scelta di schierare Guerreiro come centrocampista offensivo, al posto di Müller, è stata una mossa tattica audace di Vincent Kompany. Il portoghese ha portato in campo energia e mobilità, ma purtroppo non è riuscito a fornire quel “tocco magico” che spesso contraddistingue Müller. La sua prestazione ha evidenziato le difficoltà del Bayern nel trovare soluzioni alternative in fase offensiva.

Alessandro Bastoni:
Sul fronte difensivo, Bastoni ha giocato un ruolo chiave per l’Inter. Nonostante un infortunio al ginocchio che aveva minacciato la sua presenza in campo, il difensore è riuscito a rimettersi in gioco, contribuendo in maniera decisiva a mantenere la solidità della linea difensiva. La sua capacità di gestire i momenti di pressione e di contrastare gli attaccanti avversari ha permesso all’Inter di neutralizzare le minacce provenienti dal Bayern.


Le reazioni post-partita e le implicazioni per il prosieguo

Dopo il fischio finale, le reazioni non si sono fatte attendere da entrambe le parti. Vincent Kompany, alla guida del Bayern, ha espresso delusione per il risultato ottenuto in casa, sottolineando come il club abbia avuto numerose occasioni per segnare, ma non sia riuscito a concretizzarle in maniera efficace. Il tecnico ha dichiarato:
"Abbiamo avuto le opportunità per segnare più di una volta. Sapevamo che l’Inter ha qualità in attacco, ma dovevamo essere più precisi. La partita ci lascia con il gusto amaro, ma il ritorno a Milano rappresenta ancora una chance per ribaltare la situazione."

Simone Inzaghi, invece, ha elogiato la performance dei suoi giocatori, evidenziando la capacità dell’Inter di rimanere concentrata fino all’ultimo minuto. Ha affermato:
"I ragazzi hanno mostrato carattere e determinazione. È stata una vittoria importante, soprattutto in una competizione così dura come la Champions League. Ora dobbiamo solo lavorare per confermare questo vantaggio in casa a San Siro, perché la strada verso le semifinali è ancora lunga."

Il commento di Thomas Müller, intervenuto dopo il gol del Bayern, ha richiamato l’attenzione sul ruolo dei cambi in una partita ad alto livello. Pur essendo un giocatore determinante, Müller ha dovuto aspettare il momento giusto per entrare in campo, evidenziando una scelta tattica che ha sollevato discussioni tra i tifosi. L’assenza dal titolo iniziale ha portato ad interrogativi sul futuro di Müller nel Bayern e su come la dirigenza intenda valorizzare la sua esperienza nelle fasi decisive delle competizioni europee.


Aspetti strategici e analisi dei momenti chiave

L’analisi tattica della partita evidenzia come il Bayern, nonostante il possesso palla superiore e numerose occasioni create, abbia faticato a imporsi in fase conclusiva. I 20 tiri tentati dalla squadra bavarese dimostrano una capacità di costruzione dell’azione, ma anche una mancanza di freddezza sotto porta. La difesa dell’Inter, guidata da Bastoni, ha saputo chiudere gli spazi e impedire che le occasioni potessero tradursi in gol, specialmente nei momenti in cui il Bayern spingeva con maggiore insistenza.

L’Inter, al contrario, ha saputo sfruttare al meglio le poche opportunità che le sono state concesse. La rapidità nei contropiedi e la capacità di organizzare una difesa solida hanno fatto la differenza, evidenziando una mentalità vincente e una preparazione tattica impeccabile. L’azione che ha portato al gol di Lautaro Martínez, ad esempio, è stata il risultato di una perfetta coordinazione tra più giocatori, mentre il colpo finale di Davide Frattesi ha dimostrato la capacità della squadra di capitalizzare ogni occasione in modo estremamente efficace.

Un altro aspetto da sottolineare è la scelta di Vincent Kompany di schierare Raphaël Guerreiro in un ruolo di centrocampista offensivo. Questa decisione ha avuto ripercussioni significative sulla dinamica della squadra bavarese, poiché ha sostituito una figura consolidata come Thomas Müller, creando un vuoto in termini di esperienza e creatività in fase d’attacco. Nonostante la mobilità e la grinta di Guerreiro, il Bayern ha perso una risorsa fondamentale nella finalizzazione delle azioni, elemento che si è fatto sentire soprattutto nella seconda metà della partita.


Il ruolo degli allenatori: Kompany e Inzaghi a confronto

La sfida tra le due società non si limita soltanto ai giocatori in campo, ma vede un confronto di mentalità e di strategie tra due allenatori di spessore. Vincent Kompany, ex capitano del Manchester City e ora alla guida del Bayern, ha cercato di imporsi con un gioco basato sul possesso e sulla fluidità delle transizioni. Tuttavia, la scelta di non schierare Thomas Müller ha messo in luce una certa difficoltà nel trovare soluzioni alternative per la fase offensiva, lasciando spazio a dubbi e critiche da parte dei tifosi e degli esperti.

Simone Inzaghi, dal canto suo, ha saputo leggere la partita e organizzare i suoi giocatori in modo tale da sfruttare anche le poche occasioni contro il Bayern. La sua capacità di far ripiegare la squadra in maniera compatta, pur mantenendo la possibilità di attaccare in contropiede, è stata determinante per il successo ottenuto. Inzaghi ha dimostrato una notevole intelligenza tattica, riuscendo a mantenere l’equilibrio tra una difesa solida e una fase offensiva efficace, soprattutto nei momenti chiave della partita.

L’approccio di Inzaghi si è rivelato vincente anche per il suo modo di gestire la pressione in un match ad altissimo livello. Mentre il Bayern sembrava affidarsi alle proprie doti tecniche e al possesso palla, l’Inter ha puntato su un gioco pragmatico, capace di annullare le forze avversarie e di creare situazioni di contropiede letali. Questo contrasto di filosofie ha reso il match ancora più avvincente e ha evidenziato le diverse strade percorribili per raggiungere il successo in Europa.


L’effetto sui prossimi impegni e le prospettive per l’andata

Il risultato di 2-1 in favore dell’Inter su Allianz Arena rappresenta un vantaggio importante per i nerazzurri in vista della sfida di ritorno a San Siro. Tuttavia, il cammino verso le semifinali della Champions League è tutt'altro che assicurato. Il Bayern, infatti, conosce la sua forza in casa e, nonostante la prestazione altalenante mostrata in questa partita, cercherà di reagire nella prossima sfida.

L’Inter dovrà mantenere la stessa disciplina tattica e la stessa determinazione espressa in questa serata per difendere il vantaggio ottenuto. La capacità di chiudere gli spazi e di sfruttare rapidamente ogni occasione sarà fondamentale per impedire al Bayern di ribaltare il risultato. Nel contesto europeo, le sfide sono spesso decise da piccoli dettagli e dalla capacità di imporsi nei momenti finali, come dimostrato dal gol di Davide Frattesi.

Per il Bayern, il focus ora si sposterà sul recupero dell’inerzia persa. La squadra bavarese dovrà rivedere alcune scelte tattiche, in particolare la gestione del gioco offensivo, per evitare che il possesso palla non si trasformi in pericolosità. I tifosi del Bayern, pur essendo abituati a prestazioni di alto livello, hanno assistito a una serata in cui le occasioni create non sono state capitalizzate, una lacuna che la dirigenza e l’allenatore cercheranno di correggere in vista del match di ritorno.


Le reazioni dei protagonisti e le opinioni degli esperti

Diverse sono state le opinioni espresse dopo il fischio finale. Vincent Kompany ha ammesso che il Bayern ha avuto numerose opportunità, ma ha sottolineato l’importanza di finalizzare le azioni in modo più preciso. In un’intervista, il tecnico bavarese ha dichiarato:
"Abbiamo avuto il possesso e creato molte occasioni, ma non siamo riusciti a trasformarle in gol. È chiaro che abbiamo delle lacune in fase finale e questo deve essere migliorato in vista del ritorno a Milano."
Queste parole riflettono il sentimento di una squadra che, pur avendo dominato il gioco in termini di percentuali, ha faticato a concretizzare, un elemento che può costare caro in una competizione come la Champions League.

Dall’altra parte, Simone Inzaghi ha elogiato l’impegno e la determinazione dei suoi giocatori. Ha commentato:
"La partita è stata combattuta fino all’ultimo minuto. I ragazzi hanno mostrato carattere, sono rimasti concentrati e hanno saputo sfruttare le poche occasioni per ottenere il vantaggio. Ora dobbiamo solo replicare questa prestazione a San Siro."
Le parole di Inzaghi hanno ricevuto consensi non solo dai tifosi nerazzurri, ma anche dagli addetti ai lavori, che hanno apprezzato la capacità del tecnico di motivare e organizzare la squadra contro avversari di altissimo livello.

Gli esperti di calcio hanno analizzato la partita sottolineando l’importanza delle scelte tattiche e l’impatto che queste possono avere sull’esito finale. In particolare, la decisione di non schierare Thomas Müller in partenza è stata vista come un segnale di cambiamento, un tentativo di rinnovare l’attacco del Bayern che, nonostante il possesso palla, ha faticato a trovare il bersaglio. Allo stesso tempo, il contributo decisivo dei giocatori dell’Inter, come Lautaro Martínez e Davide Frattesi, ha evidenziato la loro capacità di sfruttare le situazioni in contropiede, rendendo la squadra milanese una delle realtà più pericolose in Europa.


Il ruolo dei tifosi e l’atmosfera in Allianz Arena

Un altro elemento che ha caratterizzato questa serata è stata l’atmosfera all’interno dell’Allianz Arena. I tifosi del Bayern, noti per il loro sostegno appassionato, hanno assistito a una partita in cui il loro team sembrava avere il controllo del gioco, ma dove ogni occasione mancava di concretizzarsi. La frustrazione dei sostenitori si è fatta sentire, soprattutto quando le azioni pericolose si sono concluse con tiri desviati o colpi sul palo.

Dall’altra parte, i tifosi dell’Inter, pur sapendo di essere in trasferta, hanno manifestato un entusiasmo contagioso, consapevoli dell’importanza di un risultato positivo contro una delle grandi potenze europee. Le coreografie, gli striscioni e il sostegno vocale hanno giocato un ruolo fondamentale nel motivare i giocatori, soprattutto nei momenti decisivi della partita, come nel gol di Lautaro Martínez e nel colpo di frustrazione finale di Davide Frattesi.


Considerazioni finali e prospettive per il ritorno

Il match del primo turno dei quarti di finale della Champions League tra Bayern Monaco e Inter Milano rimarrà nella memoria di molti come una serata di emozioni contrastanti. Da una parte, il Bayern ha dimostrato di possedere le qualità tecniche e il possesso palla per dominare il gioco, ma dall’altra, l’Inter ha saputo sfruttare la propria organizzazione tattica e la freddezza nei momenti chiave per conquistare un risultato fondamentale.

Con il vantaggio del 2-1 in trasferta, l’Inter entra nella sfida di ritorno a San Siro con una marcia in più, pur consapevole che il Bayern saprà reagire e sfruttare la propria forza casalinga. La partita di ritorno promette di essere altrettanto combattuta, con entrambe le squadre determinate a proseguire il proprio cammino verso le semifinali della competizione.
Per il Bayern, la sfida sarà quella di correggere gli errori evidenziati in questa serata e di trovare una soluzione efficace in fase di finalizzazione. Per l’Inter, invece, l’obiettivo sarà quello di replicare la solidità difensiva e l’efficacia in contropiede dimostrata a Monaco, mantenendo al contempo il controllo della partita.

In conclusione, il match ha messo in luce le diverse filosofie di gioco delle due squadre: il Bayern, con il suo possesso palla e la ricerca costante del gol, contro un’Inter pragmatica, che sa difendersi con ordine e colpire con precisione nei momenti decisivi. Un confronto che non solo ha offerto spunti interessanti dal punto di vista tattico, ma che ha anche evidenziato l’importanza del gioco di squadra, della mentalità vincente e della capacità di reagire alle situazioni avverse.


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